«Ci siamo dedicati con la massima attenzione alle possibili ricadute economiche» della crisi in Iran. «Sui carburanti, stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Questa attivazione è stata peraltro chiesta anche da parte dell’opposizione».Agire su costi infrastrutturali del gas, serve servizio di liquidità «A livello europeo – ha proseguito Meloni – stiamo chiedendo, in attesa della revisione annunciata, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente». Ma la riforma dell’Ets «non è l’unica proposta che intendiamo portare» in Ue: «Vogliamo agire anche sui costi regolatori e infrastrutturali che amplificano artificialmente il prezzo del gas, in particolare le tariffe di trasporto lungo le rotte di importazione. Un’altra opzione che chiederemo di approfondire è la costituzione di un servizio di liquidità di gas a disposizione del gestore del sistema di trasmissione nazionale, sulla base di procedure competitive definite che consentano di individuare fornitori disposti a immettere gas sul mercato nazionale, a prezzi prestabiliti, in caso di necessità».Su Hormuz dibattito in corso, se proposte confronto in ParlamentoNelle sue repliche Meloni ha detto che «c’è un dibattito in corso sul tema di Hormuz», su quali “strumenti” possano essere utilizzati «per difendere la libertà di navigazione, vitale per le nostre economie: qualora si materializzassero sintesi e proposte penso anche in questo ci si debbano confrontare con il Parlamento. È un tema delicato, quello di trovare» un equilibrio «tra la necessità evidente e vitale a difesa delle nostre economie e il rischio di essere trascinati nel conflitto. Il dibattito con i nostri partner europei e non solo si sta sviluppando».Cpr in Albania nel diritto Ue ma temo non cesseranno le ordinanze contrariePer Meloni «l’Europa dice chiaramente, nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania».E ha attaccato: sono «decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buonsenso». Ha citato il «recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e – è molto desolante doverlo raccontare – violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale».






