I Ccteu sono Certificati di credito del Tesoro a tasso variabile emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e fanno parte della famiglia dei titoli di Stato italiani. Sono strumenti indicizzati all’Euribor 6 mesi, che è un parametro di riferimento molto usato nel mercato europeo per determinare il costo del denaro.
Ma come funzionano davvero questi titoli, quali sono le principali caratteristiche e in quali casi possono essere una scelta interessante per i risparmiatori?
Cosa sono i Ccteu e come funzionano gli interessi
I Ccteu sono titoli di Stato italiani che pagano interessi variabili. Questi ultimi, infatti, non sono stabiliti in modo definitivo ma legati all’andamento dei tassi di mercato. Il loro nome completo è Certificati di credito del Tesoro, sono denominati in euro e hanno una durata dai 3 ai 7 anni a seconda dell’emissione.
Gli interessi vengono pagati ogni 6 mesi mediante cedole che vengono aggiornate periodicamente. Il calcolo si basa sull’Euribor a 6 mesi a cui viene aggiunto uno spread stabilito al momento dell’emissione. In questo modo il rendimento segue l’andamento dei tassi e può variare nel corso degli anni.
I Ccteu vengono poi collocati mediante asta marginale e le emissioni avvengono di solito una volta al mese. Dopo l’asta, il regolamento, invece, viene effettuato dopo due giorni lavorativi mentre il rimborso del capitale è previsto in un’unica soluzione alla scadenza e sempre alla pari.
Anche il calcolo degli interessi segue le regole tipiche del mercato finanziario europeo che si basano sul conteggio dei giorni effettivi su 360.
A differenza dei Btp che pagano una cedola fissa stabilita fin dall’inizio, i Ccteu funzionano diversamente: gli interessi possono aumentare quando i tassi salgono e diminuire quando i tassi scendono. Proprio questa caratteristica li rende più legati all’andamento del mercato.
Cos’è l’Euribor a 6 mesi
L’Euribor a 6 mesi è il tasso di interesse medio al quale le principali banche europee si prestano denaro tra loro per un periodo di 6 mesi. Viene calcolato ogni giorno lavorativo sulla base dei dati forniti dagli istituti bancari più importanti e rappresenta uno dei principali indicatori dei tassi di mercato in Europa.
Proprio per questo motivo viene utilizzato come riferimento per molti prodotti finanziari tra cui i mutui a tasso variabile e i titoli di Stato a tasso variabile come i CCTeu.
Come funziona l’indicizzazione dei Ccteu
I certificati di credito del Tesoro sono titoli a cedola variabile che pagano interessi ogni 6 mesi. Gli importi delle cedole, come già detto, non sono fissi ma si aggiornano in base all’andamento dei tassi di mercato.
Per calcolarle si prende come riferimento il tasso Euribor a 6 mesi rilevato alcuni giorni prima del periodo di interesse. Più esattamente, si considera il tasso pubblicato poco prima dell’inizio del semestre di riferimento per stabilire l’interesse che spetterà così da avere un valore aggiornato e coerente con il mercato.
A tale valore viene poi aggiunto uno spread ovvero un piccolo margine stabilito al momento dell’emissione e che rimane invariato per tutta la durata.
Dal tasso annuo lordo così ottenuto si ricava la cedola semestrale, applicando il conteggio dei giorni effettivi su 360, ovvero la convenzione utilizzata nei mercati finanziari europea. Il risultato viene poi arrotondato al centesimo di euro.
Bisogna inoltre considerare che tra la definizione della cedola e il pagamento effettivo esiste sempre uno scarto temporale di 6 mesi. Significa che il tasso viene definito in anticipo ma gli interessi vengono corrisposti solo alla fine del semestre.
Un ultimo aspetto importante riguarda i casi in cui i tassi diventano negativi. Una circolare del Ministero dell’Economia ha stabilito che se il valore dell’Euribor dovesse diventare negativo al punto da annullare completamente lo spread, la cedola non potrà scendere sotto zero per cui verrà semplicemente azzerata.
Come si calcola la cedola tra convenzioni di mercato e mercato alla pari
Quando si investe in titoli di Stato come i Ccteu non basta conoscere il valore della cedola, è importante capire anche il sistema utilizzato per calcolarla.
Per questi strumenti gli interessi vengono misurati utilizzando la convenzione
giorni effettivi/360.
Significa che si contano i giorni effettivi trascorsi tra due date, tenendo conto di tutti i giorni reali del periodo (compresi festivi e week-end), e si divide questo numero per 360 anziché per 365.
Si tratta di una pratica molto diffusa sul mercato monetario e nei titoli a tasso variabile, in quanto semplifica e uniforma i calcoli degli interessi maturati, soprattutto quando i periodi considerati non coincidono perfettamente con un anno intero.
La medesima convenzione è utilizzata anche per determinare i dietimi ovvero gli interessi maturati se il titolo viene venduto prima della data di pagamento della cedola.
Per quanto riguarda il capitale investito, è previsto un rimborso alla pari. Il valore nominale del titolo viene restituito interamente alla scadenza, senza maggiorazioni o sconti. Ciò permette agli investitori di pianificare con precisione il rendimento complessivo, sapendo esattamente quanto capitale verrà rimborsato alla fine del periodo di investimento.
Cos’è la dematerializzazione e come funziona con l’investimento in Ccteu
I Ccteu, così come gli altri titoli di Stato, possono essere acquistati e venduti sul Mot, ovvero sul mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato, che consente operazioni anche su lotti di piccolo importo, a partire dai 1.000 euro.
Inoltre, possono essere trattati anche sul Mts, ovvero sul mercato tematico a pronti dei titoli di Stato, dove le compravendite avvengono in tempo reale e i prezzi sono determinati dal mercato in base alla domanda e all’offerta.
Oltre a tali mercati regolamentati, i titoli possono essere scambiati su piattaforme elettroniche non regolamentate o nei mercati over the counter (Otc), mercati privati dove le transazioni avvengono in modo diretto tra operatori finanziari senza passare da una borsa ufficiale.
Il collocamento dei Ccteu è gestito dalla Banca d’Italia, che riceve dal Tesoro una provvigione dello 0,15% sull’ammontare nominale sottoscritto. Parte di questa provvigione può essere attribuita agli operatori che partecipano all’asta mentre il risparmiatore non sostiene alcun costo aggiuntivo per la sottoscrizione del titolo.
I Ccteu sono inoltre soggetti a dematerializzazione, significa che non esistono più in forma cartacea ma vengono registrati elettronicamente come iscrizioni contabili a favore dei titolari.
Questo processo rende l’investimento più sicuro e veloce, in quanto non esiste il rischio di smarrimento o furto dei certificati cartacei, le transazioni vengono registrate immediatamente e il tracciamento degli investimenti è più chiaro e trasparente.
Grazie alla dematerializzazione, infine, anche il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale avvengono in modo rapido e affidabile, semplificando notevolmente la gestione dei titoli.
Dove trovare i prospetti di emissione dei titoli e il valore delle cedole
I prospetti di emissione dei titoli di Stato e quindi anche dei Ccteu sono costituiti da decreti pubblicati sulla Gazzetta ufficiale che ne definiscono:
la durata;
la modalità di pagamento delle cedole;
le condizioni di collocamento.
Questi documenti contengono tutte le informazioni ufficiali necessarie per capire come funzioni i titoli e come verificare i termini dell’investimento.
Il valore delle singole cedole, che si aggiorna a ogni emissione, si trova nella sezione Dati Statistici del sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Qui è possibile consultare:
il dettaglio delle cedole maturate;
le date di pagamento;
l’importo corrispondente per ogni periodo.
In questo modo chi investe può monitorare con precisione i propri rendimenti e pianificare l’investimento in base alle scadenze delle cedole, così da rendere più semplice il confronto tra i titoli e valutare l’andamento dei tassi di interesse.
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