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Borse: settimana positiva con speranze tregua USA-Iran e crollo petrolio

di Redazione Panorama Italia
30/05/2026
Borse: settimana positiva con speranze tregua USA-Iran e crollo petrolio

Settimana positiva per i mercati azionari, Piazza Affari compresa, con gli investitori guidati dal sentiment sugli sviluppi in Medio Oriente. Dopo annunci e smentite su possibili accordi tra Usa e Iran che si sono rincorsi durante tutta la settimana, e alcuni attacchi reciproci che hanno fatto temere per una nuova escalation, le parti sembrano vicine ad un accordo per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni e avviare ulteriori colloqui finalizzati a risolvere il nodo del nucleare. Tuttavia, il Presidente americano Donald Trump non si è mostrato così convinto ed ha preso “qualche giorno” per pensarci, prima di prendere una “decisione finale”.
Il memorandum d’intesa USA-Iran – stando a quanto scrive Axios – garantirebbe la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, e l’Iran dovrebbe rimuovere tutte le mine dallo stretto entro 30 giorni. Una notizia confermata da Bessent, il quale ha confermato che l’Oman non ha intenzione di imporre pedaggi sulle navi in transito nello Stretto.

Il petrolio giù del 10%
L’ottimismo su una risoluzione della crisi a Hormuz ha impattato sul prezzo del petrolio che si avvia verso una perdita settimanale di circa il 10% (il peggior calo settimanale da inizio aprile) con un Brent intorno ai 90 dollari e il WTI sugli 86,5 dollari. Gli analisti di ING hanno sottolineato che “il mercato ha già prezzato in misura crescente una risoluzione questa settimana” e che “ulteriori ribassi significativi sono probabilmente limitati, in particolare nelle prime fasi del cessate il fuoco”. Tuttavia hanno aggiunto che “il mercato è più vulnerabile ora rispetto a prima della guerra, dati i significativi cali delle scorte degli ultimi tre mesi”.
I dati macro
Questa settimana sono arrivate le prime indicazioni rilevanti sull’impatto della guerra in Medio Oriente sull’inflazione. Negli Usa l’indice dei prezzi relativo alle spese per consumi personali (PCE), che rappresenta una misure dell’inflazione, è salito del 3,8% su base annua nei 12 mesi fino ad aprile, segnando l’aumento più forte da maggio 2023. Il dato di marzo è stato confermato al 3,5%. Il risultato è in linea con le previsioni degli economisti che si aspettavano un incremento del 3,8% su base annua. Su base mensile, il PCE è cresciuto dello 0,4% ad aprile, dopo un aumento dello 0,7% a marzo. Frena a sorpresa invece l’inflazione tedesca a maggio. Secondo la stima preliminare pubblicata da Destatis, i prezzi al consumo in Germania hanno registrato un calo dello 0,2% su base mensile, rispetto al +0,6% mese precedente (attese erano per un +0,1%). Su base annuale, la variazione dei prezzi è indicata al +2,6%, dopo il +2,9% del mese precedente, inferiore all’attesa di un +2,9%.
Le borse oggi tirano il fiato
Nello scenario borsistico europeo appare piatta Francoforte, che segna un +0,05%, in linea con Londra che lima lo  0,16%, e andamento cauto per Parigi, che mostra una performance pari a -0,07%. Piazza Affari archivia la giornata con un guadagno frazionale sul FTSE MIB dello 0,42%; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share avanza in maniera frazionale, arrivando a 52.721 punti. Poco sopra la parità il FTSE Italia Mid Cap (+0,22%); con analoga direzione, guadagni frazionali per il FTSE Italia Star (+0,65%).

Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, andamento positivo per Nexi, che avanza di un discreto +2,03%. Ben comprata Banca Mediolanum, che segna un forte rialzo dell’1,98%. Unicredit avanza dell’1,82%. Si muove in territorio positivo Fineco, mostrando un incremento dell’1,75%.
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Amplifon, che ha terminato le contrattazioni a -2,13%. Vendite su Stellantis, che registra un ribasso dell’1,90%. Seduta negativa per Avio, che mostra una perdita dell’1,80%. Sotto pressione Fincantieri, che accusa un calo dell’1,78%.

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