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Ballottaggi in sei capoluoghi e 35 città, l’affluenza in netto calo

di Redazione Panorama Italia
08/06/2026
Ballottaggi in sei capoluoghi e 35 città, l’affluenza in netto calo

L’affluenza ai seggi su base nazionale per i ballottaggi delle comunali alle 23 si attesta al 39,79 % con un calo di quasi 7 punti rispetto al primo turno quando si era attesta al 46,56%. Lo si evince dal sito Eligendo sul totale delle 1.212 sezioni.
Si vota in 12 regioni per i ballottaggi in 41 comuni di cui 6 capoluoghi di provincia. Ancora un test significativo per i partiti ad Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Qui si testerà anche la capacità dei candidati di allargare il consenso oltre le coalizioni tradizionali, attingendo da civici, centristi e da quell’elettorato più nettamente schierato a destra o a sinistra. Il dato più significativo della prima giornata è stato comunque il netto calo dell’affluenza che a livello nazionale è passata dal 36% del primo turno al 28,2 del ballottaggio. Un trend che si può registrare anche in alcuni capoluoghi, come Arezzo. Al voto anche la Sardegna, con un primo turno che coinvolge 148 comuni nell’isola.
Il caso Vigevano rimane simbolico per i voti dei vannacciani che – dopo aver sforato il 14% il 24 e 25 maggio – potrebbero costituire l’ago della bilancia nella sfida tra i due aspiranti sindaci, una supportata dai progressisti, l’altro da Forza Italia e da una lista civica.
Ad Agrigento si sfidano Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Il primo ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del terzo candidato in ordine decrescente: Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze. Ma Gentile ha escluso apparentamenti e pesano ancora le polemiche di un centrodestra che si è spaccato al primo turno.
Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa è tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest’ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l’incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto. Una doccia fredda per i progressisti, la cui rimonta appare più ardua.
A Chieti, dopo una consiliatura di centrosinistra, vanno al confronto Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% ,e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega (27,47%). Ma se al primo turno il centrodestra è andato diviso, al secondo c’è stato l’apparentamento: Sicari ha trovato un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. Il candidato di centrodestra ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%).
A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. Il movimento civico dell’aspirante sindaco arrivato terzo con il 5,19% dei voti ha deciso di lasciare libertà di voto, come pure Patto per il Nord (1,74%). A Macerata il secondo turno è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, è in testa con il 49,96% delle preferenze. Indietro lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,95%). Quest’ultimo, dal 26 maggio in poi, ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un accordo con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee.
A Trani, dopo due mandati targati Pd, si contendono la poltrona di sindaco Marco Galiano (40,69%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Anche in questo caso nessun apparentamento fatto.

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