All’alba lo sgombero del presidio da parte della polizia e, a metà mattina, gli scontri davanti ai cancelli della Acca di Seano, nel comune di Carmignano (Prato), quando i manifestanti hanno cercato di entrare nei magazzini. Ennesima giornata di alta tensione nella vertenza che da due settimane scuote il più grande polo della logistica a conduzione cinese del distretto pratese, dopo l’annuncio dell’imminente chiusura dell’azienda e l’eventuale licenziamento di circa cento lavoratori. Alla base dell’intervento delle forze dell’ordine un decreto di sequestro preventivo disposto dalla procura di Prato per un’indagine in corso che riguarderebbe alcuni esponenti italiani del Sudd Cobas – sindacato che ha organizzato il presidio – denunciati da decine di imprenditori cinesi con l’ipotesi di violenza privata. “Oggi ha vinto lo Stato, ha vinto la legalità e il diritto. Per giorni – afferma l’avvocato Nunzio Giudice, che rappresenta almeno 30 delle ditte di pronto moda che avevano la merce bloccata nel magazzino – ho tentato di fare accesso nella ditta ma i sindacalisti me lo impedivano. Così io chiedevo ogni volta ai poliziotti di raccogliere le loro generalità e li denunciavo. Ho presentato almeno 50 denunce”. Lo stesso aveva già fatto Tiziano Veltri, che sostiene di rappresentare oltre cento aziende del distretto del pronto moda cinesi.
Tra queste – racconta il legale – “Sg trasporti, che è capofila dell’azione legale con la richiesta di sequestro della merce”. La Digos è stata delegata all’esecuzione del sequestro – relativo alla merce di 21 aziende ma eseguito solo per 13 a causa della situazione venutasi a creare a seguito dello sgombero, con l’arrivo di un numero sempre più crescente di manifestanti -, mentre nelle prossime ore saranno effettuate le verifiche sul materiale custodito nei magazzini prima della restituzione. La vicenda resta comunque profondamente intrecciata con la crisi industriale che ha investito Acca, già al centro di un’inchiesta della procura europea e della Guardia di finanza per presunte frodi fiscali e doganali. Il 20 giugno la società ha annunciato la cessazione. Da allora un crescendo di tensioni. Il 23 giugno l’investimento di un operaio che partecipava alla protesta, la sera stessa circa 250 imprenditori orientali che hanno tentato di forzare il picchetto: negli scontri feriti 5 poliziotti, 3 gli imprenditori arrestati. Due giorni fa, in Provincia, un tavolo istituzionale per individuare una soluzione occupazionale. Oggi lo sgombero: “Operai e sindacalisti trascinati sull’asfalto e caricati a forza in un pullman per essere portati in questura. Trattati come criminali mentre lottiamo contro la mafia, lo sfruttamento e l’illegalità. Lo Stato a Prato ha deciso di essere forte con i deboli e debole con i forti”, il commento di Luca Toscano, coordinatore Sudd Cobas che per domenica annuncia una manifestazione. Pd, Avs e M5s critici contro lo sgombero, “una forzatura inaccettabile che inasprirà i rapporti senza portare alcuna soluzione” secondo il presidente della Toscana Eugenio Giani, “una pagina brutta, che doveva essere evitata” per il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti.
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