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‘Gli ignoranti votano a destra’, Bonaccini nella bufera. Meloni lo attacca

di Redazione Panorama Italia
29/08/2026
‘Gli ignoranti votano a destra’, Bonaccini nella bufera. Meloni lo attacca

I voti a Trump, Le Pen e in Italia a Meloni, Salvini e forse a Vannacci arrivano in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato e da chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e da chi sta peggio economicamente. Scoppia la polemica su alcune frasi pronunciate dal presidente del Pd, Stefano Bonaccini e rilanciate dalla premier Giorgia Meloni in un post su facebook.
Il post su Facebook della premier
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La premier allega il video con le parole dell’eurodeputato dem e affonda accusando l’ex presidente dell’Emilia Romagna di non “rispettare” gli elettori di centrodestra: “Forse – scrive Meloni – Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza”.

Parole dure, quella della presidente del Consiglio, a cui il diretto interessato subito controbatte: “Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo. La sinistra, che ha perso spesso le elezioni in tanti Paesi europei e negli Usa dovrebbe saper rappresentare più e meglio coloro che sono più in difficoltà economicamente, o che nella vita hanno avuto meno opportunità di aver titoli di studio più elevati. E’ per dire che serve una sinistra più popolare. Ma secondo voi io mi permetto di dire che solo quelli che studiano… ma non scherziamo”. Insomma, era un monito alla sinistra, non un giudizio sul voto a destra.

A puntare il dito contro il presidente dei Dem sono anche i due vicepremier. Per Antonio Tajani “le parole di Bonaccini sono un’offesa agli elettori e ai cittadini italiani che in maggioranza hanno votato per il centrodestra” mentre Matteo Salvini parla del “solito vizietto della sinistra. Chi pesa, valuta e giudica un uomo solo in base al titolo di studio è davvero uno sciocco”. Gli fa eco il titolare della Giustizia, Carlo Nordio, che giudica quelle di Bonaccini “idee confuse”, mentre Tommaso Foti, ministro degli Affari Europei accusa “la sinistra” di vivere “da tempo con il complesso di superiorità: culturale, intellettuale e morale. Compagno Bonaccini – chiosa infine – meglio ignoranti che arroganti”.

All’attacco anche Roberto Vannacci “Secondo questo politicante, figlio di un’operaia e di un camionista, che si è a malapena diplomato, chi vota a destra, Le Pen, Trump o Vannacci sarebbe soprattutto chi ha studiato poco, chi vive nelle periferie, nelle aree interne e chi sta peggio economicamente. E io – sottolinea il leader di Fnv – sono orgoglioso e fiero di quel voto”. A difendere l’ex presidente dell’Emilia Romagna è tutto il vertice del Pd a partire dalla segretaria Elly Schlein: “Meloni pensi ai problemi della gente. Bonaccini ha reso pubblici gli asili nidi in Emilia, lei li ha ridotti”. Igor Taruffi, responsabile organizzativo della segreteria Dem sottolinea come “la premier anzichè dedicarsi ai problemi degli italiani non ha nient’altro di meglio da fare che attaccare in modo strumentale Bonaccini”.

Mentre Sandro Ruotolo osserva come “Meloni sia rimasta indietro nel tempo perchè fino a prova contraria il partito della Ztl oggi è Fdi”. “Sono al fianco di Bonaccini attaccato in modo scomposto dalla Presidente del Consiglio Meloni e dal centrodestra. Bonaccini – dice Alessandro Alfieri – ha riportato dati elettorali e ha ricordato che la sinistra deve essere popolare, vicina ai territori e alle persone. Le sue parole sono state estrapolate e strumentalizzate per dipingerlo come un “radical chic”, quando la sua storia dimostra esattamente il contrario”. Caustico infine il commento del leader di Azione Carlo Calenda: “Bella questa polemica Meloni-Bonaccini. Degna conclusione del nulla agostano”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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