Settimana in territorio negativo per le principali borse europee, mentre il conflitto in Medio Oriente si avvia alla quarta settimana sconvolgendo i mercati energetici. Uno scenario che alimenta i timori per l’aumento dell’inflazione e l’intervento delle banche centrali sulla politica monetaria.
Le posizioni delle principali banche centrali
La Federal Reserve ha evidenziato rischi elevati legati al contesto macroeconomico generale: i banchieri centrali americani prevedono ancora almeno un taglio dei tassi da un quarto di punto quest’anno. La BCE ha adottato un tono più prudente sulla politica monetaria in presenza di un’inflazione più elevata: i mercati dei futures ora prezzano due rialzi dei tassi nel 2026. Nel frattempo, la Bank of England ha votato per mantenere i tassi invariati, con alcuni membri più accomodanti che hanno evidenziato i rischi per la stabilità dei prezzi derivanti dal conflitto.
L’ascesa del petrolio
Il petrolio è tornato a sfiorare i 120 dollari al barile, di riflesso ai nuovi attacchi dell’Iran alle infrastrutture petrolifere dei Paesi confinanti del Golfo, in particolare Qatar ed Emirati Arabi. I bombardamenti degli ultimi giorni hanno messo duramente alla prova l’export di gas naturale liquido (GNL) di Doha, con ripercussioni che saranno pesanti verso i maggiori Paesi importatori in UE come in Asia.
Oro e argento in caduta libera
Oro e argento hanno subito un violento sell-off, in settimana, con ribassi rispettivamente intorno al 5% e al 10%, mentre i mercati globali sono travolti dai timori legati alla guerra in Iran e al ritorno delle pressioni inflazionistiche.
La correzione ha colpito duramente anche i titoli minerari e gli ETF legati ai metalli preziosi. Il movimento sui metalli riflette un più ampio sentiment di avversione al rischio: azioni e obbligazioni globali sono scese in parallelo, mentre gli investitori monitorano l’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran, ormai prossimo alla quarta settimana. Il rischio di uno choc energetico, alimentato dai recenti attacchi a infrastrutture in Iran e Qatar, sta riaccendendo i timori inflazionistici.
La performance settimanale delle borse
La peggiore performance della settimana viene registrata dalla piazza di Francoforte che perde oltre 5 punti percentuali. Giù inoltre Parigi che cede il 4% circa, Milano in ribasso del 3,6% e Londra del 3,7%. Madrid arretra del 2,6%. Il finale si prefigura negativo anche per la borsa di Wall Street.
I migliori e peggiori a Piazza Affari
A Piazza Affari, Inwit guida i ribassi con un -17,9%, Technoprobe e De’ Longhi entrambe in calo del 14%. Bene, invece, i titoli energetici: Eni guadagna l’8,5%, Tenaris il 5,5% e Saipem il 4%.









