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Ricchezza record in Italia, gli over 65 controllano il 32% del patrimonio totale

di Redazione Panorama Italia
03/06/2026
Ricchezza record in Italia, gli over 65 controllano il 32% del patrimonio totale

La ricchezza netta delle famiglie italiane continua a crescere e raggiunge nuovi livelli record. Secondo la Relazione annuale della Banca d’Italia, a fine 2025 il patrimonio netto delle famiglie ha toccato quota 12.326 miliardi di euro, pari a circa 8,5 volte il reddito disponibile complessivo. Un valore in aumento rispetto all’anno precedente, quando il rapporto si attestava a 8,3 volte. A sostenere questa crescita è soprattutto la componente finanziaria. Le attività finanziarie lorde delle famiglie italiane sono salite del 7,4%, arrivando a circa 6.500 miliardi di euro. Un risultato favorito principalmente dalla rivalutazione delle azioni e delle partecipazioni detenute nelle imprese italiane.

Cresce il peso della ricchezza finanziaria
L’analisi della Banca d’Italia spiega che il rapporto tra attività finanziarie e reddito disponibile abbia raggiunto quota 4,5, un livello considerato elevato sia nel confronto con altri Paesi sia rispetto agli standard storici italiani. Negli ultimi anni le famiglie hanno progressivamente modificato la composizione dei propri investimenti, aumentando l’esposizione verso strumenti finanziari e prodotti di risparmio gestito. Parallelamente è cresciuto anche l’interesse per i titoli di Stato italiani.
Secondo i dati riportati nella relazione, la quota di debito pubblico italiano detenuta direttamente dalle famiglie è passata dal 12,5% al 13,1%. In aumento anche la quota posseduta dagli investitori esteri, salita dal 24,8% al 28,2%, e quella delle banche, arrivata al 15,1%.
Agli over 65 quota sempre maggiore della ricchezza
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dalla Banca d’Italia riguarda l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sulla distribuzione della ricchezza. Tra il 1991 e il 2022 la struttura demografica delle famiglie italiane è cambiata profondamente. La quota di nuclei familiari in cui il principale percettore di reddito ha meno di 36 anni è scesa dal 16% al 6%. Nello stesso periodo, la percentuale delle famiglie con un capofamiglia oltre i 65 anni è aumentata fino al 28%.
Questo cambiamento si riflette direttamente sulla distribuzione del patrimonio. La quota di ricchezza detenuta dalle famiglie più anziane è quasi raddoppiata, raggiungendo il 32% del totale. Al contrario, quella delle famiglie più giovani è diminuita dal 13% al 4%. La Banca d’Italia sottolinea che questo fenomeno non dipende soltanto dall’aumento numerico degli anziani.
Perché gli anziani hanno accumulato più patrimonio
Le generazioni oggi più anziane hanno beneficiato di condizioni economiche particolarmente favorevoli durante la loro vita lavorativa. Secondo Bankitalia, le famiglie nate tra il 1941 e il 1950 hanno potuto contare su una crescita dei redditi più sostenuta rispetto alle generazioni successive e su una lunga fase di rivalutazione del patrimonio immobiliare.
Questi fattori hanno consentito loro di accumulare una ricchezza superiore sia rispetto alle generazioni precedenti sia rispetto a quelle più giovani. L’effetto è particolarmente evidente nel settore immobiliare, che continua a rappresentare una componente fondamentale del patrimonio delle famiglie italiane.
Il tema delle eredità e il passaggio generazionale
Nei prossimi anni una parte consistente di questa ricchezza passerà alle generazioni successive attraverso le eredità. Secondo l’analisi della Banca d’Italia, i principali beneficiari saranno le persone nate tra il 1966 e il 1975. Trattandosi di generazioni numericamente meno numerose rispetto a quelle precedenti, il patrimonio trasferito potrebbe avere un peso ancora maggiore sui patrimoni individuali.
La quota di ricchezza derivante da successioni ereditarie potrebbe arrivare a rappresentare circa il 40% del patrimonio totale degli eredi, rispetto al 30% registrato nelle generazioni precedenti. La relazione evidenzia però che gli effetti non saranno uniformi. Gli eredi con livelli di istruzione più elevati e provenienti da famiglie già benestanti potrebbero beneficiare maggiormente di questo trasferimento di ricchezza, contribuendo ad ampliare le differenze patrimoniali.
Redditi, consumi e risparmio nel 2025
Nel corso del 2025 il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato dello 0,9% in termini reali. Anche i consumi hanno registrato una crescita sostanzialmente in linea con quella dei redditi, lasciando invariato il tasso di risparmio.
Secondo Bankitalia, sul comportamento delle famiglie hanno inciso diversi fattori. Da un lato gli elevati tassi di interesse reali e l’incertezza economica hanno incentivato il risparmio. Dall’altro, la capacità di accantonare risorse è risultata più difficile soprattutto per i nuclei familiari con redditi più bassi.

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