Per questioni di fuso orario i
mercati azionari del Vecchio continente non hanno potuto vedere
i verbali dell’ultima riunione della Federal reserve, ma hanno
chiuso la giornata tutti in crescita.
La Borsa migliore è stata quella di Amsterdam, che ha
concluso con un aumento dell’1,4%, seguita da Madrid e Milano in
rialzo dell’1,3%. Bene anche Londra (+1,2%), con Parigi positiva
dello 0,8% e Francoforte dello 0,6%.
Nel giorno del rilancio dell’ipotesi di un addio anticipato
della presidente della Bce Lagarde, l’euro è apparso piuttosto
debole contro il dollaro, con un calo dello 0,4% a 1,18.
Tranquillo lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni: il
differenziale ha concluso la seduta a 60,6 punti base contro i
60,9 dell’avvio, con il rendimento del prodotto del Tesoro al
3,34%.
Tra le materie prime molto forte il gas, con il future sul
metano che ha chiuso in crescita del 5,5% a 31,4 euro al
Megawattora. Notevole anche l’aumento del petrolio, salito di
oltre il 4% fino a 65 dollari al barile.
In questo quadro in Piazza Affari Mediobanca ha corso del
5,7% guardando alle sinergie e in attesa dei concambi della
fusione con Mps (+1,5%), con Leonardo salita del 4,6% e Stm del
3,8%.
Deboli invece Tim e Terna scese dell’1,6%, con Amplifon in
ribasso del 2,1% e Ferrari del 2,5%.
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