• Chi Siamo
  • Privacy Policy
  • Contatti
Panorama Italia
  • Home
  • Politica
  • Finanza
  • Economia Italiana
  • Economia Estera
  • Cronaca
  • Hi Tech
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Politica
  • Finanza
  • Economia Italiana
  • Economia Estera
  • Cronaca
  • Hi Tech
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Panorama Italia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Mondo Economia

L’Ue apre alla flessibilità anche per l’energia, ma solo sugli investimenti

di Redazione Panorama Italia
02/06/2026
L’Ue apre alla flessibilità anche per l’energia, ma solo sugli investimenti

Ok a una “certa” flessibilità sulle spese per l’energia ma solo riguardo agli investimenti. Sarebbe questo l’orientamento della Commissione Ue dopo valutazioni ad oltranza a Bruxelles per dare un segnale già mercoledì, nell’ambito del pacchetto di Primavera del Semestre Europeo, alla richiesta di misure contro il caro-energia avanzate dall’Italia.     L’attesa da quanto trapela a Bruxelles è che si apra alla flessibilità per gli investimenti nell’energia all’interno della clausola di salvaguardia che deroga il Patto per gli investimenti nella difesa. Sarebbe insomma accolta in parte la richiesta italiana di affrontare il caro-energia, con l’attenzione però ad aprire agli investimenti e non ai sussidi.
 I riflettori erano puntati anche su una possibile linea di credito per l’energia, un’iniziativa diversa cioè dalla possibilità di riprogrammare per l’energia i fondi di Coesione già segnalata dall’esecutivo Ue. Ma alla fine non è chiaro se l’idea verrà davvero confermata. A fine aprile la presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, aveva segnalato che nei diversi programmi europei ben 300 miliardi sono disponibili per gli investimenti in energia, e di questi 95 miliardi non sono ancora investiti. In gran parte, comunque, sarebbero prestiti del Recovery, e poi fondi di Coesione e Modernisation Fund, dove però l’Italia non partecipa (è destinato ai Paesi con Pil pro capite inferiore al 75% della media Ue nel periodo di riferimento utilizzato dalla direttiva Ets, il 2013).     L’attesa, come detto, è che Bruxelles chieda di privilegiare gli investimenti a sussidi. Le misure contro il caro-energia devono essere “temporanee e mirate”, ha raccomandato in giornata il commissario Ue Valdis Dombrovskis. “Si tratta di uno shock dell’offerta e non si può risolvere uno shock dell’offerta stimolando la domanda”, e va tenuto conto “anche delle esigenze di sostenibilità fiscale”.     Quanto all’esercizio del Semestre, per l’Italia dovrebbe essere confermata la procedura per deficit eccessivo, alla luce del dato al 3,1% del Pil nel 2025, mentre eventuali revisioni migliorative saranno valutate in autunno. In un pacchetto con focus per tutti su competitività, slancio sul mercato unico e sulla transizione, si dovrebbe confermare la raccomandazione all’Italia al consolidamento dei conti e all’osservanza del percorso di rientro del disavanzo concordato con il Consiglio il 21 gennaio 2025. Quel percorso fissa anno per anno un limite massimo alla crescita della spesa pubblica netta. Per il 2025 fissato all’1,3%, per salire nel 2026 all’1,6%, in una traiettoria gradualmente meno restrittiva man mano che il deficit si avvicina alla soglia del 3%. I dati del Dfp mostrano intanto che nel 2025 la spesa netta è cresciuta dell’1,9%, superando quindi il limite: la Commissione dovrà dunque valutarlo, anche però considerando l’accelerazione nell’assorbimento dei fondi del Pnrr, che il quadro europeo consente di sottrarre dal calcolo.
 Il superamento del limite non determina tuttavia conseguenze automatiche. Le nuove regole prevedono un ‘conto di controllo’ (‘control account’) che registra gli scostamenti rispetto al percorso concordato: una deviazione superiore allo 0,3% del Pil su base annua o allo 0,6% in termini cumulati può innescare un esame formale della situazione. “Non c’è alcun automatismo che consenta di parlare di un margine di scostamento possibile dello 0,3%”, precisa però un funzionario europeo: “La Commissione deve comunque valutare se il Paese ha adottato misure efficaci per rispettare il percorso di aggiustamento concordato”.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Articoli Correlati

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 82,60 dollari
Mondo Economia

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 82,60 dollari

18/07/2026
Bankitalia, crescita a 0,6%, poi 0,4% nel 2027. ‘Alto rischio da Hormuz’
Mondo Economia

Bankitalia, crescita a 0,6%, poi 0,4% nel 2027. ‘Alto rischio da Hormuz’

18/07/2026
Lo spread Btp-Bund chiude a 82 punti
Mondo Economia

Lo spread Btp-Bund chiude a 82 punti

18/07/2026
Il petrolio chiude in calo a New York a 78,95 dollari
Mondo Economia

Il petrolio chiude in calo a New York a 78,95 dollari

17/07/2026
Caldo estremo spinge i consumi energetici, picco dell’anno a 57,98 GW
Mondo Economia

Caldo estremo spinge i consumi energetici, picco dell’anno a 57,98 GW

17/07/2026
Il prezzo del gas ancora in rialzo, chiude a 55 euro
Mondo Economia

Il prezzo del gas ancora in rialzo, chiude a 55 euro

17/07/2026

Ultime Notizie.

Volkswagen a rischio fallimento? Sondaggio fra i manager rivela le difficoltà del Gruppo

Volkswagen a rischio fallimento? Sondaggio fra i manager rivela le difficoltà del Gruppo

19/06/2026
Visconti (Ficei): Dotare la Zes unica di una politica industriale

Automotive, Visconti (Ficei): «Bene la tregua sulle emissioni, Ue apra a più tecnologie per la transizione»

09/05/2025

Ucraina nell’Ue, no della Lega. Tajani: “Favorevole ma priorità a Balcani”

28/05/2026

Mps, fonti: “Valutazione offerte? Occhi puntati già su prossimo mese”

23/06/2026
Alle 23 l’affluenza alle amministrative è del 46,31%

Alle 23 l’affluenza alle amministrative è del 46,31%

25/05/2026
  • Home
  • Politica
  • Finanza
  • Economia Italiana
  • Economia Estera
  • Cronaca
  • Hi Tech

© 2023 Panorama-Italia.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Politica
  • Finanza
  • Economia Italiana
  • Economia Estera
  • Cronaca
  • Hi Tech

© 2023 Panorama-Italia.it