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Primo ok al dl Transizione, nuove norme per il golden power

di Redazione Panorama Italia
09/01/2026
Primo ok al dl Transizione, nuove norme per il golden power

Cambia il golden power: tra i criteri per esercitare i poteri speciali entra ufficialmente la sicurezza economica e finanziaria; inoltre per il settore finanziario servirà prima il parere delle Autorità europee competenti in materia. Le novità sono inserite nel decreto Transizione 5.0, che ha appena incassato il sì del Senato con la fiducia e passa ora alla Camera per il via libera definitivo. Con le modifiche al golden power il governo risponde alle obiezioni Ue, adeguandosi ai rilievi sollevati dalla Commissione. In particolare, viene introdotto tra i criteri per la sussistenza di pericoli per l’ordine pubblico o la sicurezza pubblica, la “sicurezza economica e finanziaria nazionale, nella misura in cui la protezione degli interessi essenziali dello Stato non sia adeguatamente garantita dalla sussistenza di una specifica regolamentazione del settore”.
La seconda novità risponde ancora più direttamente ai rilievi europei e subordina temporalmente l’attivazione dei poteri speciali per banche e assicurazioni “al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi alle Autorità europee” competenti sugli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale, ovvero Bce e Commissione Ue. Il decreto Transizione 5.0, approvato in cdm il 20 novembre per superare lo stallo creatosi dopo l’esaurimento dei fondi destinati agli incentivi, fissa al 27 novembre 2025 la chiusura della piattaforma per le domande e stanzia ulteriori 250 milioni per il 2025.
Dopo il via libera di Palazzo Madama, che con 88 sì, 58 voti contrari e 1 astenuto, ha rinnovato la fiducia al governo, il decreto passa ora alla Camera dove va approvato entro il 20 gennaio. Le imprese si preparano intanto all’arrivo dei nuovi incentivi, l’iper e superammortamento introdotti dalla manovra che dal 2026 prenderanno il posto dei vecchi crediti d’imposta. Le istruzioni sono pronte e sono contenute nel decreto attuativo del Mimit di concerto con il Mef, che attende il via libera della Ragioneria e della Corte dei Conti. Le imprese sono tenute a presentare prima “una o più comunicazioni preventive” per ciascuna struttura produttiva cui si riferiscono gli investimenti, poi a 2 mesi dalla notifica dell’esito positivo da parte del Gse va inviata la comunicazione di conferma; infine la comunicazione di completamento va trasmessa “al completamento degli investimenti e in ogni caso entro il 15 novembre 2028”.
Il decreto stabilisce che Gse farà verifiche documentali e controlli sugli investimenti agevolati e fissa le circostanze che portano alla decadenza del beneficio, mentre i termini di apertura della piattaforma informatica cui inviare le comunicazioni arriveranno con uno o più decreti direttoriali. La maggiorazione del costo di acquisizione, in base a quanto stabilito dalla legge di bilancio, riguarda i beni strumentali nuovi prodotti in uno degli Stati membri dell’Ue o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico. Ma il vincolo ‘made in Eu’ è destinato ad essere presto allentato: il governo infatti, secondo quanto si apprende, sta studiando una correzione, da inserire nel primo provvedimento utile, per estendere il perimetro anche ai paesi del G7, ricomprendendo dunque anche Usa e Giappone.

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