Duro scontro in Consiglio dei ministri sul Piano casa. Secondo quanto raccontano diversi presenti, ad accendere non poco il dibattito è stato il nodo del ruolo delle sovrintendenze nelle operazioni di recupero dell’edilizia popolare. Duellanti, in particolare, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, raccontano, impegnata nel ruolo di mediatrice.
La discussione si sarebbe protratta a lungo, con Giuli che sarebbe arrivato a minacciare di non votare il provvedimento. “Finché sarò ministro – avrebbe detto – non consentirò che si violi l’articolo 9 della Costituzione”, cioè quello sulla tutela del patrimonio storico e artistico. Oggetto del contendere appunto il ruolo delle sovrintendenze, che non sarebbero più state chiamate in causa prima dell’avvio dei lavori. Consentendo ad esempio, viene fatto notare, di abbattere palazzine liberty senza alcun vincolo. Molti dei presenti avrebbero osservato con un certo stupore la discussione, che sarebbe proseguita dopo il Cdm con una immediata riunione dei tecnici per risolvere la questione. A non averla presa bene sarebbe stato lo stesso Salvini, che si sarebbe sfogato con un’espressione del tipo: “Ma noi dobbiamo intervenire a Quarto Oggiaro…”.
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