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Scontro Monti-Vannacci, ‘combatterò la retorica fascista’

di Redazione Panorama Italia
06/09/2026

Doveva essere una sfida sull’Europa e si è trasformata in uno scontro sul fascismo e sulla Costituzione. Il dibattito tra il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci e il senatore a vita Mario Monti a Cernobbio ha assunto toni del tutto inattesi. Già prima di salire sul ring della Sala Impero dell’Hotel Villa d’Este Vannacci si era detto “orgoglioso e fiero” di esserci, sottolineando però che “da un punto di vista fisico era più emozionante il lancio dall’aeroplano”.

Per approfondire Agenzia ANSA Cernobbio non si sbilancia, ma applausi al senatore a vitat

In sala poi ha puntato il dito contro il voto a maggioranza, sottolineando che “l’unanimità nell’Unione Europa non è una patologia ma è una garanzia”. A suo dire “serve a impedire che 26 stati comandino sul 27/o”. Poi l’affondo sul trattato di Maastricht dell’Ue: “La Gran Bretagna se ne è andata – ha detto – e l’Islanda pochi giorni fa ha detto di no”. “La Norvegia non ci ha mai pensato, o ci ha pensato e ha detto no – ha proseguito – la Svizzera rimane al di fuori e la Turchia prima ambiva ad entrare, oggi naviga per altri mari”, quindi, “non tutti scalpitano per integrarsi nell’Unione europea e ci sarà un motivo”. Non si è fatta attendere la replica di Monti, che ha esordito correggendo il generale sull’origine dell’Ue, che “non è nata nel 1992 a Maastricht”. Il tono però è improvvisamente cambiato verso la fine dell’intervento e la lezione di storia si è trasformata in una testimonianza personale dell’ex-presidente del Consiglio. “Oramai sono vecchio – ha detto – ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo”. “Non vedo in lei la ricostituzione del Partito Fascista – ha precisato – ma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto e trovo in lei la ricostruzione della narrativa e della retorica dello spirito del fascismo”. Secondo Monti poi Vannacci soffre del “complesso di Calimero” e per questo il senatore ha “il terrore di una ricostruzione psicologica di una ‘italietta’”. L’ex-presidente del consiglio ha poi ricordato che l’ideologo di Futuro Nazionale Lorenzo Gasperini durante il Covid aveva invocato “l’esclusione dalla vita sessuale” per chi si vaccinava.
Qui Monti si è chiesto se l’espiazione invocata fosse “l’evirazione seduta stante che sarebbe la soluzione strutturale, o il braccialetto elettronico, applicato non al polso o alla caviglia, ma a un’altra parte del corpo”. Ma soprattutto Monti ha evidenziato il rapporto tra Vannacci e la Costituzione su cui ha giurato. “Se diventerà ministro o capo del governo – ha detto – la violerà palesemente con il suo programma in molti punti, che sono anche in violazione della Carta Fondamentale dei Diritti Umani dell’Unione Europea”. Inoltre, “anche una primordiale applicazione del suo programma metterebbe subito l’Italia fuori dall’Unione Europea e dall’euro” Fuori dalla sala Vannacci ha definito “ridicola” l’accusa di ricostituzione del Partito Fascista presentata alla procura militare da parte del Sindacato dei Militari. “Basta aver letto la legge Scelba – ha chiosato – per capire che è una cosa fantasiosa, se non fantascientifica”. “Nel mio programma – ha incalzato – non c’è nulla fuori dalla Costituzione, che dal 1948 ad oggi è stata cambiata diverse volte”. Dal forum dell’Altra Cernobbio la segretaria del Pd Elly Schlein ha invitato Vannacci a “fare visita a Dongo”, il luogo non lontano dell’arresto di Mussolini sul lago di Como nel 1945, “per ricordarsi la fine della storia di cui sembrano tanto nostalgici”. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio invece “una persona che parla bene di Putin non può essere un alleato di questo governo e tanto meno può godere delle mie simpatie”.

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