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Il Private Banking affronta le sfide del mercato: masse solide e scelte più mirate

di Redazione Panorama Italia
22/06/2026
Il Private Banking affronta le sfide del mercato: masse solide e scelte più mirate

Archiviato un 2025 al top, il primo trimestre del 2026 introduce gli operatori in una fase più complessa per i mercati e per le scelte di investimento delle famiglie. Il rallentamento era in parte prevedibile: dopo un anno di forte espansione delle masse, il nuovo contesto presenta prospettive meno brillanti, tassi più elevati più a lungo e mercati più esposti alla volatilità.
A questo quadro si sono aggiunti nuovi fattori di instabilità: l’azione statunitense in Venezuela, l’escalation in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno riacceso i timori sulle rotte energetiche e commerciali globali. In scia a tutto ciò, il rialzo dei prezzi dell’energia ha riportato il rischio di pressioni inflazionistiche proprio mentre l’economia mondiale rallentava verso ritmi più moderati.
Il ritorno del trade-off tra inflazione e crescita ha reso più prudente l’azione delle banche centrali, i rendimenti governativi dell’area euro sono risaliti e gli indici azionari globali hanno risentito di un peggioramento del sentiment.

Ottima tenuta per le masse e la raccolta netta
Secondo l’aggiornamento AIPB, le masse del Private Banking si sono attestate a 1.412 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, sostanzialmente stabili rispetto a fine 2025. La variazione trimestrale (-0,2%) riflette un effetto mercato negativo di 25 miliardi mentre la raccolta netta ha raggiunto il massimo degli ultimi dodici mesi, attestandosi a 17 miliardi di euro. A questi si aggiungono 5 miliardi di cambi di perimetro ordinario, che contribuiscono alla tenuta complessiva del settore in un avvio d’anno più complesso rispetto al 2025.
Su base annua, le masse crescono del 9,6%, confermando la solidità del settore. Tuttavia, il contesto è più sfidante: crescita italiana più debole, inflazione nuovamente rischiosa, tassi persistenti e incertezza geopolitica. In questo scenario, il Private Banking assume un ruolo chiave nell’accompagnare la clientela in una fase più delicata del ciclo.

La nuova bussola dei portafogli
Nel primo trimestre 2026 non emerge un ritorno alla liquidità, ma una maggiore selettività. Il comparto amministrato cala leggermente (-0,5%) ed è il più colpito dall’effetto mercato, ma attrae la maggior parte della nuova raccolta (10,5 miliardi), sostenuta dall’interesse per obbligazioni e cedole.
La componente azionaria ha registrato una contrazione di -6,8 miliardi, in scia a una maggiore volatilità, al peggioramento del sentiment e alle incertezze sulle prospettive di crescita. Prosegue invece il progresso di ETF/ETN/ETC, rafforzando il loro peso nei portafogli private.
Anche la raccolta gestita ha risentito dell’effetto mercato, ma continua ad attrarre flussi. I fondi comuni calano di 4,8 miliardi, mentre le gestioni patrimoniali crescono di 2 miliardi, confermando il loro ruolo nelle fasi più complesse.
Il comparto assicurativo mantiene una dinamica positiva grazie alla raccolta netta e ai cambi di perimetro, offrendo protezione e stabilità in un contesto di incertezza economica e di pianificazione familiare.

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