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L’avanzata di BYD, il colosso delle auto elettriche sfida i marchi di auto storici: il piano

di Redazione Panorama Italia
24/06/2026
L’avanzata di BYD, il colosso delle auto elettriche sfida i marchi di auto storici: il piano

Negli ultimi anni, l’avanzata dei costruttori cinesi nel mercato automobilistico europeo – inizialmente considerati outsider – si è trasformata in una sfida per i grandi gruppi storici del continente. Tra tutti, BYD è probabilmente il marchio che più di ogni altro sta accelerando la propria crescita e che ora punta a un obiettivo ancora più ambizioso: non essere più percepito come un produttore che esporta automobili in Europa, ma diventare un vero costruttore europeo.
La strategia è stata delineata chiaramente dall’azienda e si sviluppa su un orizzonte temporale di cinque anni. Un piano che coinvolge produzione, modelli, infrastrutture, rete commerciale e posizionamento del marchio.

La crescita di BYD in Europa è già una realtà
Nel corso del 2025 BYD ha registrato una crescita delle vendite in Europa pari al 270%, arrivando a sfiorare le 188 mila immatricolazioni. Il marchio è ormai entrato stabilmente nelle valutazioni degli automobilisti europei che cercano un’alternativa ai costruttori tradizionali, in un contesto di mercato ormai favorevole.
Secondo gli ultimi dati relativi a maggio 2026, le immatricolazioni di autovetture nell’area composta da Unione europea, Regno Unito ed EFTA sono aumentate del 3,6% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nei primi cinque mesi dell’anno la crescita ha raggiunto il 4,5%.
A trainare il settore sono soprattutto i veicoli elettrificati. Le auto completamente elettriche hanno registrato un incremento del 40% su base annua a maggio e superiore al 30% nel periodo gennaio-maggio, raggiungendo una quota di mercato del 20%. E proprio in questo settore le case automobilistiche cinesi stanno guadagnando terreno a velocità impressionante. Complessivamente hanno raggiunto una quota del 12% del mercato europeo, quasi il doppio rispetto a un anno fa. BYD, in particolare, ha superato nei volumi un altro colosso cinese come SAIC Motor, confermando la propria capacità di espansione.
Il piano di BYD: produrre automobili direttamente in Europa
Uno degli elementi centrali della strategia di BYD riguarda la localizzazione della produzione. L’azienda ha compreso che per essere considerata europea non basta vendere automobili nel continente. Occorre produrle sul territorio, creare occupazione locale e integrarsi nelle filiere industriali esistenti.
Per questo motivo il primo grande investimento è rappresentato dal nuovo stabilimento di Szeged, in Ungheria. Le linee produttive dovrebbero entrare in funzione entro il quarto trimestre del 2026, segnando un passaggio storico per il gruppo.
Ma il progetto non si ferma qui. BYD sta già valutando l’apertura di un secondo sito produttivo europeo, con particolare interesse verso la Spagna e più in generale il Sud Europa.
L’aspetto più interessante è che il gruppo non sembra orientato alla costruzione ex novo degli impianti. La strategia preferita sarebbe l’acquisizione di stabilimenti già esistenti, appartenenti a gruppi automobilistici che oggi si trovano a gestire capacità produttive in eccesso. In questo modo si vogliono ridurre i tempi di avvio, utilizzando personale già qualificato e inserendosi rapidamente nelle reti di fornitori locali.
Modelli progettati per gli automobilisti europei
Per anni molti costruttori cinesi hanno cercato di esportare in Europa veicoli pensati principalmente per il mercato domestico. BYD sembra aver scelto una strada diversa. L’azienda ha infatti capito che il consumatore europeo presenta esigenze specifiche e che la transizione verso la mobilità elettrica procede con velocità differenti da Paese a Paese.
Nonostante la crescita delle auto a batteria, molti automobilisti continuano a manifestare dubbi legati all’autonomia e alla disponibilità delle infrastrutture di ricarica. Per questo motivo BYD ha deciso di puntare anche sulle ibride plug-in, come la nuova Dolphin G DM-i, definita come la prima vettura sviluppata specificamente per il mercato europeo.
Il modello combina un motore benzina 1.5 con una componente elettrica e viene proposto in due configurazioni:

versione con batteria da 7,42 kWh e autonomia elettrica di circa 40 chilometri;
versione con batteria da 18,3 kWh e percorrenza fino a 105 chilometri in modalità completamente elettrica.

Il prezzo di partenza di 28.790 euro colloca la vettura nel cuore del segmento delle compatte europee, dove la concorrenza è particolarmente intensa. In questo modo BYD non vuole imporre esclusivamente l’elettrico puro, ma offrire soluzioni in linea con le preferenze reali degli automobilisti.
Nuova rete commerciale e infrastrutture di ricarica
Un altro elemento considerato essenziale per diventare un costruttore europeo riguarda la presenza sul territorio. Vendere automobili non significa soltanto offrire un prodotto competitivo. Significa garantire assistenza, manutenzione, disponibilità di ricambi e infrastrutture adeguate.
Per questo BYD sta investendo in una rete commerciale sempre più capillare e nello sviluppo di sistemi di ricarica rapida. Tra i suoi progetti, infatti, c’è la realizzazione della rete FLASH Charging, destinata a supportare la diffusione dei veicoli elettrici del gruppo.
In Italia un primo passo è già stato compiuto a Bologna, dove è entrata in funzione una stazione di ricarica ultra-rapida da 1.500 kW sviluppata attraverso il marchio premium Denza. La disponibilità di infrastrutture rappresenta infatti uno degli elementi decisivi per convincere gli automobilisti ad abbandonare i motori tradizionali.
La sfida ai marchi premium europei
La strategia di BYD non si limita al mercato di massa. Il gruppo vuole presidiare anche il segmento premium, tradizionalmente dominato da marchi tedeschi come Mercedes, BMW e Porsche.
In questo contesto assume un ruolo centrale Denza, il brand di fascia alta del gruppo. Con modelli come la Z9 GT, BYD punta direttamente a competere con le grandi berline e sportive europee, dimostrando di voler coprire l’intero spettro del mercato automobilistico.
L’obiettivo è quello di essere presenti in tutte le categorie, dalle city car ai SUV familiari, fino alle ammiraglie ad alte prestazioni. Un approccio questo che ricorda quello adottato in passato dai grandi gruppi automobilistici globali, capaci di offrire prodotti per ogni fascia di clientela.
Perché il piano di BYD preoccupa i costruttori europei
L’avanzata delle case cinesi arriva in un momento particolarmente delicato per i produttori europei. A maggio 2026 i principali gruppi del continente, tra cui Volkswagen, Stellantis e Renault, hanno registrato risultati inferiori rispetto alla crescita media del mercato.
Le aziende cinesi, al contrario, stanno aumentando rapidamente la propria presenza. L’espansione di BYD dimostra come la concorrenza non si giochi più soltanto sul prezzo. Oggi il confronto riguarda tecnologia, elettrificazione, velocità di sviluppo dei prodotti e capacità di adattarsi alle esigenze dei consumatori. Se il piano quinquennale dovesse raggiungere gli obiettivi prefissati, BYD potrebbe trasformarsi da marchio importatore a protagonista strutturale dell’industria automobilistica europea.

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