L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato il 14 settembre un procedimento istruttorio sull’Opas da 30,6 miliardi di euro con cui Intesa Sanpaolo punta al controllo esclusivo di Banca Monte dei Paschi di Siena. Si tratta dell’ultimo tassello del tortuoso percorso dell’offerta pubblica di acquisto e scambio avviata dal colosso bancario. Lo scopo dell’Antitrust è quello di misurare gli effetti sui mercati bancari e assicurativi, sia a livello locale che nazionale.
Perché l’Agcm ha avviato l’istruttoria
Quando due grandi operatori si uniscono, la legge impone una comunicazione preventiva all’Antitrust, che avvia un esame della concentrazione che si apre con una prima fase di 30 giorni.
Se restano dubbi sugli effetti concorrenziali scatta la seconda fase, l’istruttoria vera e propria. L’indagine deve chiudersi entro 90 giorni e può portare:
al via libera;
al divieto;
all’autorizzazione condizionata a rimedi, che in questo caso possono essere la cessione di sportelli o rami dell’azienda.
Parlando di effetti “in diversi e numerosi mercati”, l’Autorità segnala che le sovrapposizioni sono ampie e distribuite sul territorio.
Opas di Intesa su Mps: le fasi dell’operazione
Intesa Sanpaolo ha annunciato l’operazione l’8 giugno, con una comunicazione ai sensi dell’articolo 102 del Testo unico della finanza.
Le condizioni iniziali
Il corrispettivo è di 16 azioni Intesa di nuova emissione ogni 10 azioni Mps (rapporto di concambio pari a 1,6) più 1 euro in contanti per ogni titolo conferito, per una valorizzazione implicita di circa 10,09 euro per azione.
Il premio dichiarato era del 12,5% sul prezzo di chiusura del 5 giugno e saliva al 17,4% e al 18,7% sui prezzi medi ponderati per i volumi (Vwap) a 3 e 6 mesi.
L’offerta rimane condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale, soglia che Intesa può ridurre.
Lo stesso giorno la banca ha firmato un accordo vincolante con Unipol per cedere, a operazione riuscita, un’entità bancaria con il marchio Monte dei Paschi e circa 635 filiali.
L’Opas è stata formalmente promossa il 27 giugno con il deposito del documento d’offerta in Consob, che riguarda oltre 3 miliardi di azioni Mps. In parallelo Intesa ha presentato le richieste di autorizzazione a Bce, Banca d’Italia, Ivass e alle autorità di concorrenza dei diversi Paesi in cui opera il futuro gruppo.
No di Mps e il sì di Intesa
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi, con il supporto degli advisor Ubs e Bofa, ha giudicato l‘offerta inadeguata nel prezzo, tenendo aperta la porta a un’alternativa di aggregazione con Banco Bpm.
Nel frattempo il valore del concambio è scivolato sotto il prezzo di Borsa di Mps, trasformando di fatto il premio iniziale in uno sconto.
L’assemblea straordinaria di Intesa ha approvato con il 96,96% dei voti la delega al Cda per emettere fino a 5,7 miliardi di nuove azioni, il corrispettivo da consegnare agli azionisti Mps che aderiranno.
Perché oggi l’offerta vale meno del previsto
L’Opas è in gran parte carta contro carta: 16 azioni Intesa ogni 10 Mps. Dunque il valore per l’azionista non è fisso ma segue il prezzo del titolo Intesa giorno per giorno.
Se l’azione Intesa scende o quella Mps sale, il premio si assottiglia, come sta accadendo da questa estate. I termini economici, per ora, non sono stati modificati: il mercato attende di capire se Intesa ritoccherà l’offerta per convincere i soci del Monte.
Assicurazioni e golden power, gli altri fronti
Il perimetro dell’operazione va oltre le banche. Mps controlla Mediobanca, primo azionista di Generali con circa il 13% del capitale. Assorbendo Mps, Intesa rafforzerebbe il proprio peso nel risparmio gestito e nelle assicurazioni vita, dove è già tra i primi operatori.
Intesa, dal canto suo, ha qualificato fin dall’annuncio l’operazione su Generali come un investimento temporaneo e
di natura meramente finanziaria.
Sullo sfondo pesa anche la possibile applicazione del golden power da parte del Governo. Questo strumento consente all’Esecutivo di porre condizioni sulle operazioni nei settori strategici.
Cosa cambia per i correntisti Mps
Le ricadute concrete per i clienti di Mps o Intesa sono limitate. Chi ha un conto non deve fare nulla e i contratti rimangono validi fino all’eventuale chiusura dell’offerta.
Un ruolo determinante sarà invece svolto dagli azionisti Mps, chiamati durante il periodo di adesione a scegliere se scambiare i titoli con 16 azioni Intesa ogni 10 più 1 euro. Ricordiamo in ogni caso che una parte di Monte dei Paschi, con marchio e 635 filiali, è comunque destinata a passare a Bper (gruppo Unipol).









