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Dolce&Gabbana, cosa c’è dietro l’addio alla presidenza di Stefano Gabbana

di Redazione Panorama Italia
11/04/2026
Dolce&Gabbana, cosa c’è dietro l’addio alla presidenza di Stefano Gabbana

Dietro la nota asciutta con cui Dolce&Gabbana ha scelto di intervenire dopo l’indiscrezione di Bloomberg, si intravede una partita ben più ampia, che riguarda non solo gli equilibri interni della maison ma anche le trasformazioni profonde che stanno attraversando l’intero settore del lusso. Le dimissioni dalla presidenza di Stefano Gabbana, formalmente effettive dal primo gennaio 2026 ma, secondo quanto filtrato, maturate già a dicembre e rese note solo ora, si inseriscono in un contesto di ridefinizione della governance che appare tutt’altro che casuale. Il passaggio di testimone, con Alfonso Dolce, fratello di Domenico Dolce, pronto ad assumere la presidenza, se rappresenta da un lato una scelta di continuità familiare, dall’altro appare come un possibile ponte verso una fase successiva ancora tutta da scrivere.

Le voci, sempre più insistenti negli ambienti finanziari e della moda, parlano di un possibile ingresso nel gruppo di Stefano Cantino, manager con un lungo passato in Gucci e considerato un profilo capace di traghettare brand storici in fasi di transizione. Un’eventuale nomina segnerebbe un cambio di passo significativo. Anche il timing dell’operazione non è secondario. Il lusso, dopo anni di crescita quasi ininterrotta, sta vivendo una fase di rallentamento che non è più episodica ma strutturale. In questo scenario, anche realtà indipendenti e non quotate come Dolce&Gabbana si trovano a dover ripensare alcune scelte. Le indiscrezioni sulla ristrutturazione del debito, circa 450 milioni di euro, e sulla ricerca di nuova liquidità fino a 150 milioni, insieme alla possibile cessione di asset immobiliari e al rinnovo di licenze, vanno lette proprio in questa chiave: rafforzare la struttura finanziaria senza snaturare il Dna del brand.

Resta poi il nodo più delicato, quello della quota del 40% in mano a Stefano Gabbana. L’ipotesi che lo stilista stia valutando il proprio futuro all’interno del gruppo apre scenari che vanno ben oltre la governance: dalla possibile apertura a nuovi investitori fino a una ridefinizione più profonda dell’assetto proprietario. L’altro fondatore, Domenico Dolce, detiene una quota pari mentre la restante parte è suddivisa tra Alfonso, Domenico e la sorella Dorotea. Nel frattempo, la comunicazione ufficiale insiste su un punto preciso: la continuità creativa. “Queste dimissioni non avranno alcun impatto sulle attività creative svolte da Stefano Gabbana per conto del gruppo”, spiega l’azienda. Un messaggio tutt’altro che secondario per un marchio la cui forza è sempre stata legata alla visione dei suoi due fondatori, in passato legati anche sentimentalmente. Sul tema del debito, al momento il gruppo preferisce non commentare, visto che la negoziazione con le banche è in corso.

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