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Giorgetti: ‘Pil verso l’1%, per le imprese i salari sono investimenti’

di Redazione Panorama Italia
07/09/2026
Giorgetti: ‘Pil verso l’1%, per le imprese i salari sono investimenti’

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti chiude il Forum Teha di Cernobbio con una valutazione sul Pil verso l’1%, non nascondendo però le preoccupazioni sul quadro internazionale. Allo stesso tempo si definisce “sovranista pragmatico” nel gestire il debito pubblico. Il governo – dice – farà la sua parte con incentivi fiscali e contributivi, ma poi tocca agli imprenditori che – a suo dire – “devono guardare ai salari come un investimento per far ripartire il ciclo economico”.
Avverte poi la platea della ‘Sala Impero’ di Villa d’Este del “deserto demografico” che “bussa alla porta”, per cui “occorre fare investimenti e sicuramente la legge di bilancio dovrà dare un occhio di riguardo a questo aspetto” favorendo – altro capitolo che arriverà in legge di Bilancio – il rimpatri dei giovani andati all’estero. In un discorso a tutto campo, il titolare del Tesoro affronta anche il nodo di Mps ribadendo che la quota del 4,8% in mano al Mef rimane ‘di fatto congelata’ e che via XX settembre sul dossier è “completamente neutrale”. Mentre sul rapporto deficit-pil, in vista del prossimo 22 settembre con il dato definitivo dell’ l’Istat sul 2025, Giorgetti non si sbilancia: “Vedremo se avremo un millesimale in più o in meno rispetto a questo benedetto 3%. Prendo atto delle regole. Sono quelle e quindi dobbiamo accettarle. Se saremo un millesimale sopra resteremo in procedura, se saremo un millesimale sotto saremo fuori”. Sul Pil “avevamo fatto valutazioni prudenziali per la crescita indicando lo 0,6%: per ora abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarci all’1%, al di sopra delle previsioni contenute nei documenti programmatici”, spiega il ministro nel sottolineare che “viviamo in un mondo complicato” e “il tipo di sfide in termini di aumento della produttività e in termini di di sicurezza sono elemento di oggettiva preoccupazione”.
Giorgetti, in questo quadro, non manca di sottolineare come sia ” un clamoroso gap tra investimenti e risparmio tra Europa e Usa. L’Europa trasferisce risparmi agli Usa che poi li investe”. Il ministro cita il caso dei fondi pensione. “Dobbiamo fare l’Europa – spiega – ma abbiamo anche qualche cosa da valutare a casa nostra, ad esempio i fondi di previdenza complementare, perché investono comunque tranne che in Italia?”. “Non ci sono opportunità di investimento per capitale paziente e altre attività in Italia?”, si chiede. “Sono reduce dal G20 nel Nord Carolina e le crisi che si moltiplicano non trovano risposte adeguate”, ribadisce. Tra le sfide da affrontare Giorgetti indica quelle “su materie prime e industria, tra cui la difesa e l’intelligenza artificiale in cui gli europei sono totalmente assenti, mentre gli Usa tengono testa in qualche modo alla Cina”. In un contesto geopolitico sempre più complicato “non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento”, evidenzia il ministro assicurando che “l’Italia e molto più rispettata all’estero che in casa”. Soprattutto, secondo il ministro, “la stabilità finanziaria che abbiamo conseguito in questi anni, in termini di capacità di gestione del debito pubblico, sicuramente ci ha consegnato la capacità di affrontare con diverso atteggiamento la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond dei tassi di interesse a lungo termine”. Il nostro Paese in quello che è “il grande tema della sfida energetica”, “paga due guerre a cui assistiamo, quella del Medio Oriente e quella in Ucraina, e le paga due volte elevate a potenza”.
E questo perché “ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare, ci siamo fidati di altri fornitori e se pensate altri fornitori hanno difficoltà a fornircelo e hanno prezzi aumentati, metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini, quindi il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno raffina più”, sintetizza Giorgetti. Il ministro chiude il Forum Teha in una giornata nella quale sul palco poi si sono alternati uno stuolo di ministri che raccontano risultati raggiunti e ipotizzano interventi in arrivo. Iniziano Pichetto Fratin e Salvini. Poi ci sono Bernini, Nordio e Zangrillo. Quindi la ministra del lavoro Marina Calderone che nel passargli il testimone sul palco non nasconde il pressing che tutti i colleghi di governo fanno sul titolare del Tesoro per l’ultima manovra della legislatura. “Giorgetti – dice – è ora uno degli uomini più corteggiati d’Italia”

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