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>ANSA-FOCUS/Camera cambia veste per la Costituente,tra picchetti d’onore e orchestre

di Redazione Panorama Italia
26/06/2026

di Michela Suglia
L’aula della Camera si veste a festa
con i Tricolori e, al completo, celebra l’Assemblea costituente
e i suoi 80 anni. Era il 25 giugno del 1946 quando i padri e le
madri costituenti si riunirono per la prima volta, nel progetto
comune di partorire la Costituzione. Un anniversario tondo
dominato dalla musica. Quella dell’orchestra del teatro
dell’Opera di Roma che per un giorno sembra rubare la scena alla
politica. E segnato dalla presenza eccezionale del Capo dello
Stato. E da alcune assenze, che si fanno notare.
   
Sergio Mattarella – accolto in piazza da un picchetto d’onore
interforze – torna nell’Aula alla Camera per la seconda volta,
dal suo ultimo giuramento, il 3 febbraio 2022. L’allestimento è
quello da ‘cerimonia solenne’ (nel linguaggio del cerimoniale).
   
Entra alle 11 ‘scortato’ dai presidenti delle Camere,Ignazio la
Russa e Lorenzo Fontana. Ad accoglierlo, con un lungo applauso,
700 persone,tutte in piedi. Fra vertici istituzionali,
parlamentari, ministri, una delegazione di studenti. C’è la
premier Giorgia Meloni in tailleur color burro. Poco più in là
l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini in giallo ocra e
accanto Gianfranco Fini. Fra i leader di partito Elly Schlein,
in completo monacale nero, è vicina a Giuseppe Conte e prima
della cerimonia, parlano a lungo. Le tribune sono intervallate
dalle bandiere tricolori, altre spuntano ai lati dei coristi.
   
Tutti in nero e in piedi, là dove normalmente siede il governo.
   
Al centro gli orchestrali diretti da Michele Mariotti.
   
Tutt’intorno deputati e senatori, seduti in ordine sparso.
   
L’aula al completo non consente di rispettare la tradizionale
divisione degli schieramenti. Saltano all’occhio alcune assenze.
   
Quelle di parecchi leghisti (compresi i capigruppo) e di tutta
la squadra di Futuro Nazionale. Degli otto deputati della
“sporca dozzina” di Roberto Vannacci non c’è traccia. Alcuni,
tra cui Edoardo Ziello, raccontano di aver lasciato l’aula per
andare al flashmob organizzato contro la “censura” della Rai.
   
Annunciato il giorno prima e fissato alle 10.45 per denunciare
che la tv pubblica ignora i futuristi. Rossano Sasso l’aveva
anche scritto che sarebbe stato lì a quell’ora. Altri sono fuori
città: Laura Ravetto è a Parigi con la figlia, Emanuele Pozzolo
accampa un impegno di partito, nel suo Piemonte. Mancano
all’appello pure numerosi ministri: nove sono assenti
giustificati, perché volati ad Antibes per vertice
Italia-Francia. Compreso Antonio Tajani. L’altro vicepremier,
Matteo Salvini, è in ufficio al ministero. Alle prese – fa
sapere poi il suo staff – con l’amministratore delegato di Fs,
Stefano Donnarumma, pronto alle dimissioni. A scaldare l’Aula
sono alcuni passaggi del discorso di Mattarella, che ripercorre
l’avventura dei Costituenti, e segnati da applausi. Il primo è
per Angela Guidi Cingolani, madre costituente e prima
sottosegretaria donna in Italia. Il presidente rimarca che fu
“la prima a prendere la parola a Montecitorio, pochi giorni dopo
l’insediamento, il 1° ottobre 1945, con un elevato discorso di
pace”. Le mani battono più forti sui nomi di Giacomo Matteotti e
Giovanni Amendola, citati come “martiri assassinati dal
fascismo”. Un applauso trasversale che vede alcuni parlamentari
scattare in piedi (i primi sono un gruppetto di centrosinistra).
   
Gli altri, quasi spiazzati, restano tiepidi o indecisi finché
non si associano al tributo e si alzano. Ma è la musica,
nell’ultima mezzora, a superare ogni imbarazzo e ridurre le
distanze politiche. Prima con un’aria della Traviata, poi con
una sinfonia del Nabucco e sul finale il “Va pensiero”. Il
presidente Fontana lo canta tutto, altri sfidano i divieti e
filmano il momento con i cellulari.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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