La “condanna” verso Israele questa volta arriva a stretto giro, al termine di un vertice di governo che Giorgia Meloni ha voluto presiedere a poche ore dall’azione israeliana che ha bloccato gli attivisti della Global Sumud Flotilla al largo di Creta. Ma, rispetto allo scorso autunno, quando definì gli attivisti pro-Pal impegnati “irresponsabili” e portatori di “molti disagi al popolo italiano”, sostenendo che alleviare le sofferenze di Gaza non fosse la loro vera priorità, la premier assicura di non aver “cambiato molto idea: mi continua a sfuggire l’utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere. Come se non ne avessimo già a sufficienza…”.
Sono passati sei mesi dalla crisi in cui Flotilla rifiutò la mediazione italiana, proseguendo la missione in cui erano coinvolti anche parlamentari, cercando di sfondare il blocco navale. A fine settembre l’esecutivo inviò la nave Alpino della Marina militare per seguire le imbarcazioni per eventuali soccorsi, fino alla zona di intercettazione, a circa 200 miglia dalle coste di Gaza. Meloni, dice, di non aver “ancora preso in considerazione l’invio di navi”, e che ne parlerà con il ministro della Difesa Guido Crosetto, impegnato in missione in India, ma collegato in mattinata alla riunione a Palazzo Chigi con la premier, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Nelle stesse ore in cui le opposizioni alla Camera e al Senato chiedono “unitariamente un’informativa urgente di Meloni, Crosetto e Tajani”, da Palazzo Chigi arriva una nota piuttosto dura, come lo sono state le ultime prese di posizione di Roma verso Israele nelle ultime settimane, per lo stop al cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro o gli attacchi al contingente Unifil in Libano.
Palazzo Chigi condanna il “sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche”, e chiede al governo di Benjamin Netanyahu di liberare “immediatamente” gli italiani “illegalmente fermati”, nel “pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”. Il governo ribadisce anche “il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”.
E i “moltissimi contatti con gli interlocutori israeliani”, spiegherà più tardi Meloni, hanno avuto come esito “l’annuncio del ministro degli Esteri israeliano che queste persone verranno tutte sbarcate su un’isola greca”.
Roma intanto si è associata a Berlino, in una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri in cui si chiede “il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile e di astenersi da azioni irresponsabili”. Questa linea comune Italia-Germania può essere il preludio per la sospensione dell’accordo di libera associazione Ue-Israele? Per Meloni è un tema legato agli “sviluppi del piano di pace” su Iran e Libano, e se la pace “si raggiunge con il dialogo, bisogna mantenere dei canali di dialogo”.
Decisamente più dure sono le prese di posizione delle opposizioni. Dal M5s definiscono il governo “succube di Israele”. “Di fronte all’ennesimo atto di terrorismo”, per Angelo Bonelli, di Avs, servono “le sanzioni contro il governo israeliano e il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina”. Secondo Elly Schlein è stato “un abbordaggio illegale: Ue e governo italiano si attivino”. Pd, M5s e Avs hanno poi ripresentato la stessa mozione con cui il 10 dicembre puntavano a impegnare “il governo a livello internazionale perché Netanyahu, Gvir e Katz siano fermati, come chiede la Corte penale internazionale”.
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