Ascolta la versione audio dell’articoloIl caso di Mario Roggero resta al centro del dibattito politico. Mentre il vicepremier Matteo Salvini ha visitato nel carcere di Bollate dove è recluso da venerdì per il secondo giorno consecutivo il 72enne gioielliere di Grinzane Cavour (in provincia di Cuneo) condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, interviene sulla vicenda anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: la premier chiarisce che è stata lei ad avallare che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si attivasse per istruire una pratica di grazia. «Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, bisogna chiamare le cose con il loro nome» ha detto la premier in un colloquio con il Corriere della sera.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AI«Una cosa è il potere di concedere la grazia – sottolinea Meloni – e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento».Loading…Caso Roggero, gioielliere: “Per me è un ergastolo, viva la giustizia italiana”Meloni: pena spropositata, valutare stress e paura«Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo? E a tutti coloro che lo fanno senza il beneficio del dubbio dico con serenità che sbagliano, perché tutti dovrebbero farsi qualche domanda in più» dice Meloni.«Ma siamo sicuri – si chiede la premier – che in quel momento fosse capace di intendere? Siamo sicuri che esista un modo per misurare con l’orologio o con il codice in mano quando una minaccia è cessata o meno, quantomeno per un uomo simile, che si è visto a un passo dalla morte, sua e dei suoi familiari, per ben due volte?» In questo contesto, aggiunge, «è un errore credere che si possa distinguere in modo netto» il momento nel quale si era in pericolo da quello, esatto, in cui il pericolo è cessato.«Se si subisce un’aggressione – rimarca Meloni – il nostro cervello e il nostro fisico entrano in modalità “combattimento”, esiste un’ampia letteratura a riguardo che spiega come l’adrenalina modifica tutti i sensi, il corpo, la percezione. Accade perfino a professionisti che nella vita si occupano di sicurezza, figuriamoci a un comune cittadino».





