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‘Strage Ustica segno incancellabile nella storia della Repubblica’

di Redazione Panorama Italia
28/06/2026

“Sono trascorsi 46 anni dalla strage nei cieli di Ustica. In questo giorno di raccoglimento e di memoria, il pensiero di vicinanza e di solidarietà va anzitutto ai familiari delle vittime, straziati da un evento inaccettabile e da un dolore profondo che il tempo non può lenire. Nella storia della Repubblica il segno di quella catastrofe non è cancellabile”. Nel giorno dell’anniversario dalla strage del 27 giugno del 1980 in cui morirono 81 persone tra passeggeri del equipaggio del Dc9 Italia decollato da Bologna e diretto a Palermo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ribadisce che ricostruire quanto avvenne quel giorno di 46 anni fa “rimane un dovere irrinunciabile”. “Tanti i corpi che non trovarono sepoltura – ha aggiunto il capo dello Stato – e la ricostruzione di quanto accaduto è rimasta a lungo nebulosa. La via della ricerca della verità, tuttavia, è stata percorsa e ha portato a risultati significativi”. Ed ecco perché “ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno” è un dovere al quale l’Italia non può sottrarsi. Anche se le difficoltà sono enormi.
L’ultima inchiesta aperta, nel 2008 dopo le dichiarazioni di Cossiga che indicava nei francesi i responsabili dell’abbattimento del Dc9, come ricorda la presidente dell’associazione dei familiari della strage di Ustica, Daria Bonfietti, sta andando verso l’archiviazione. Una richiesta alla quale, fa sapere palazzo Chigi con una nota, “il governo, tramite l’avvocatura dello Stato, si opporrà”. “Allo stato attuale – prosegue l’esecutivo – non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari”. 

Per approfondire Agenzia ANSA Ustica: cosa accadde la sera del 27 giugno 1980 – Notizie – Ansa.it Il disastro lungo la rotta Bologna-Palermo, 81 le vittime (ANSA)

La prossima udienza, con l’intervento delle parti civili, è in programma il 30 settembre e la decisione è attesa per la fine dell’anno. Quella di archiviazione, ha sottolineato Bonfietti, “è una richiesta che leggiamo come una sconfitta per la magistratura, per la giustizia, per la verità, per la storia stessa del nostro Paese. La magistratura, i pm romani ammettono e dichiarano che le ‘armi’ della giustizia, le indagini, le rogatorie non sono state sufficienti per riuscire a determinare gli autori materiali dell’evento, che disgrazia per un Paese civile”. “Il governo del mio Paese – ha aggiunto – deve muoversi in maniera ben più sostanziale, per pretendere risposte dai Paesi amici ed alleati sulle loro presenze certe nei nostri cieli”.
Per il presidente del Senato, Ignazio La Russa, “commemorare questa tragedia significa rinnovare l’impegno delle Istituzioni nel preservarne il ricordo, affinché non venga mai meno la memoria e continui a essere perseguita, con determinazione, la ricerca della piena verità”. “Custodire la memoria – ha sottolineato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana – è un dovere e un impegno collettivo. Il trascorrere del tempo non attenua la necessità di proseguire con determinazione nella ricerca della verità”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso “dolore e vicinanza ai familiari delle vittime” per “una ferita mai chiusa”, sottolineando che “abbiamo il dovere della giustizia” e ha sollecitato il governo a “chiedere a Paesi amici, come Francia e Stati Uniti, tutte le informazioni utili su quanto accaduto nei cieli di Ustica”. 

Daria Bonifetti: ‘Su Ustica il Governo italiano deve pretendere risposte dai Paesi alleati’

“Ci aspettiamo l’ultimo pezzo di verità che venga accertato perché sapendo di per certo che il DC9 dell’Itavia è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea, non riusciamo ad accettare che si archivi senza essere riusciti a trovare gli autori materiali. Chi è stato ad abbattere il Dc9 dell’Itavia? Se non ci riesce con le armi della magistratura della giustizia, indagini, rogatorie, la magistratura, ci deve, io credo, riuscire la politica, il governo del mio paese deve muoversi in maniera ben più sostanziale, per pretendere risposte dai paesi amici ed alleati sulle loro presenze certe, certe, certe nei nostri cieli”. Lo ha detto Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, a margine della commemorazione in Comune per il 46/mo anniversario della tragedia.
“Da Bologna è partito il volo, quel volo che si è interrotto nel cielo e nel mare di Ustica, un volo civile, un Dc9 dell’Italia di cui si persero improvvisamente le tracce. Solo dopo tanti anni, troppi, anni di distruzioni di prove, di depistaggi, di tradimenti, di inerzie della magistratura, sapremo la verità. Ce la consegnerà il giudice Priore, al quale anche oggi va, credetemi davvero, il nostro grato pensiero” ha continuato Bonfietti. “Egli scriverà che il Dc9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea, non c’è altra verità, le altre sono menzogne, le altre sono depistaggi. Diciamo consapevolmente oggi che era questa una verità subito nota. Bastava ascoltare le telefonate degli addetti ai radar che dai siti militari lanciavano preoccupati messaggi di allarme, tanto che noi eravamo a casa a piangere. Questo succedeva. Ricordatevelo sempre. Bastava avere a disposizione il tracciato dei radar di Ciampino che riportava un’evidente manovra d’attacco, c’era. Tutto il resto è stato distrutto, ma quello c’era. Bastava avere la documentazione esaminata all’ambasciata americana”. Invece, ha concluso Bonfietti, “la verità è sprofondata, è stata fatta sprofondare con la falsa verità del cedimento strutturale, così dissero i nostri generali ai ministri della Repubblica che risposero in Parlamento. In un mare di menzogne, così come il DC 9 è sprofondata nel Tirreno anche la verità”.

Lepore: ‘Prima depistaggi e muri di gomma, ora archiviazioni di comodo’

 ‘La memoria non si archivia’ è l’appello dei familiari delle vittime della strage di Ustica, “un appello che condivido, che rilancio, in questi 46 anni abbiamo avuto depistaggi, muri di gomma, adesso è la stagione delle archiviazioni di comodo”. Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, a margine della cerimonia di commemorazione della strage di Ustica, di cui ricorre il 46/o anniversario. “Io credo che questo il nostro Paese non lo debba permettere, quindi il presidente della Repubblica è già intervenuto e lo ringrazio come sempre perché è molto vicino ai familiari delle vittime e ha chiesto anche che tra paesi alleati ci sia una chiarezza, un chiarimento e credo che ci sia un contesto internazionale che lo permette. Quarantasei anni dopo non vedo i motivi per i quali i paesi alleati o in particolare la Francia non debba con chiarezza mettere a disposizione le informazioni chiare”, ha aggiunto.

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